Informazioni Generali:
Provincia: Napoli
Forse in Italia e nel mondo, per
diversi aspetti, non c'è altro sito archeologico che possa essere paragonato a Pompei. E'
un posto unico e senza tempo che trasmette delle emozioni particolari.
Solo chi ha avuto la fortuna di visitarlo può capire appieno il fascino, la magia e la
grandezza di questi luoghi. Da un punto di
vista storico ed artistico ci da la possibilità di poter ammirare affreschi, sculture,
mosaici, edifici pubblici e religiosi. Dal punto di vista
temporale, invece, ci da la possibilità d'immergerci in una realtà virtuale/reale nello
stesso tempo.
Ad ogni modo Pompei rievoca anche uno scenario di estremo dolore, basta immaginare, anche
solo per un attimo, quello che è potuto succedere in quei terribili momenti di quasi 2000
anni fa. Nulla o quasi lasciava presagire quale grande tragedia si sarebbe abbattuta il 24
agosto del 79 d.C. alle pendici del Vesuvio.
Fino a quel momento, il vulcano aveva rappresentato fonte di ricchezza e benessere, tantè
vero che la fertilità dell'intera area, dava abbondanza di frutti di ogni genere.
Inoltre, la città, grazie all'avviatissimo porto, era attivissima anche e soprattutto da
un punto di vista commerciale.
Invece in quell'infausto giorno la terra si squarciò e il cielo imbrunì, facendo piovere
un'infinità di materiale incandescente che seppellì, oltre Pompei, anche Ercolano e
Oplontis l'attuale Torre Annunziata.
Da quel giorno, di Pompei si persero le tracce; fino a quando nel 1600 circa, grazie a dei
lavori per la costruzione di un acquedotto, ricominciarono a riaffiorare dal terreno le
prime testimonianze.
Nel 1750, sotto il regno di Carlo
di Borbone, si diede inizio ad una campagna di scavo degna di questo nome, campagna che fu
ancora meglio organizzata a partire dal 1800 circa, quando cioè Giuseppe Fiorelli
diventò direttore degli scavi.
Proprio a costui si deve la geniale intuizione di versare del gesso liquido all'interno
dei vuoti lasciati dai corpi carbonizzati, di qui i calchi umani raffiguranti addirittura
l'ultima espressione di dolore avuta dalle vittime durante quella terribile eruzione.
Successivamente, a partire dal 1924, gli scavi furono affidati all'archeologo Amedeo
Maiuri che vi si dedicò con estrema passione fino alla sua morte, avvenuta nel 1961.
Ad oggi è stata portata alla luce circa il 70/75% dell'intera area, area circoscritta da
3220 metri quadri di mura perimetrali.
Le parti che restano da scavare possono indubbiamente riservare ancora impreviste
sorprese, come affreschi o sculture, quello che comunque si può affermare con certezza è
che il quadro generale della vita di Pompei risulta delineato con estrema chiarezza.
Il Vesuvio
I ntroduzione:
L'Italia Centrale e Meridionale, tra gli Appennini e la Costa Tirrenica, è abbastanza
ricca di vulcani.
Mentre però al centro della penisola sono spenti da tempo, a sud ce ne sono diversi
ancora attivi che possono essere considerati "più o meno pericolosi".
Tra questi rientrano il Vesuvio in Campania, l'Etna e lo Stromboli in Sicilia.
Mentre però gli ultimi 2 hanno un'attività abbastanza regolare, il Vesuvio alterna
secoli di calma a improvvisi risvegli e per questo da considerarsi ad alto rischio
vulcanologico.
Rischio tanto più grande quanto più alta è la densità abitativa, esattamente come nel
caso dell'area Vesuviana dove si calcola che vivano circa 700/800.000 abitanti.
Breve storia:
L'eruzione del 24 agosto del 79 d.C. senza dubbio è la più nota del Vesuvio/Somma
e forse la più famosa eruzione vulcanica che la storia ricordi.
Furono seppellite città come Pompei, Ercolano, Stabia e Oplontis.
Grazie, e purtroppo, a quel tragico evento, il vulcano ha praticamente come ibernato le
località innanzi citate, permettendo di tramandare fino ai nostri giorni luoghi e vita
quotidiana di circa 2000 anni fa.
Ad ogni modo, l'evento è descritto con dovizia di particolari da Plinio il Giovane nelle
2 lettere che scrisse al suo amico Tacito, lettere che costituiscono documenti
preziosissimi sia da un punto di vista storico che vulcanologico.
Situazione
attuale:
Dal marzo 1944, il Vesuvio è in stato di quiescenza a condotto ostruito e, la sua
attività è testimoniata soprattutto dalle fumarole.
Così com'è successo per il passato non si può prevedere quanto durerà questa
situazione, se decenni o secoli, di sicuro si può affermare che altre eruzioni si
succederanno.
Allo scopo di evitare perdite di vite umane, le autorità preposte, hanno approntato un
piano di emergenza che prevede, in caso di manifestazione di "fenomeni precursori
evidenti", l'evacuazione delle aree considerate più a rischio.
Proprio per questo, l'Osservatorio Vesuviano, il più antico del mondo, sorto nel 1841,
sorveglia 24 ore su 24 l'intera area.
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